Uno sguardo ai Piani di gestione della Biodiversità di Holcim

22 Maggio 2019

Nella giornata internazionale della Biodiversità uno sguardo all’impegno di Holcim (Italia)

 
 
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Proprio oggi si è conclusa la parte di lavori in notturna per rimuovere uno degli ultimi fabbricati della ex teleferica. Uno degli aspetti fondamentali di tutto il processo è stata l’attenzione all’ambiente. In area ZSC (zona speciale di conservazione)  già conclusa da tempo l’installazione dei nidi secondo il Piano di gestione della Biodiversità.

In accordo al  Piano di Gestione del 2010 dell’ente Parco, che evidenzia tra gli obiettivi specifici la possibilità di garantire la conservazione delle specie faunistiche presenti realmente e potenzialmente nella ZSC, Holcim ha infatti proposto un BAP(Biodiversity Action Plan) con interventi a favore dei gruppi faunistici già presenti, ampliando le condizioni favorevoli per far sì che le specie di questi gruppi possano incrementare la loro presenza sul territorio.In particolare sono stati montati i nidi artificiali a favore di rapaci notturni e diurni e di chirotteri e micromammiferi progettati per il sostegno allo sviluppo della fauna locale.

Si tratta di un chiaro esempio di come ciò che è servito all’attività produttiva e ha costituito fonte di ricchezza e benessere in passato si può evolvere e trasformare in un’altra forma in un diverso elemento funzionale e di valorizzazione per il territorio.

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Ne sarà un esempio anche l’area dell’ ex miniera di Brenno, la cui cessione al Comune di Costa Masnaga è stata formalizzata proprio due giorni fa.

“Questo accordo consentirà la creazione di un polmone verde dove saranno realizzate aree e servizi ricreativi, nuove piste ciclabili e campi da gioco con spazi a disposizione dalla comunità. Nel caso della miniera di Brenno l’accordo che l’azienda ha concordato consentirà di garantire grandissimi vantaggi sociali non solo alle comunità locali ma anche all’ambito territoriale della provincia di Monza e Brianza.

L’area che fino a pochi anni fa ospitava la Cava di Brenno sarà infatti utilizzata  per la realizzazione da parte del Parco Valle Lambro di una vasca di laminazione per convogliare temporaneamente le acque della piena del torrente Bevera, sottraendole così alla piena del Lambro.

Quindi anche in questo caso, come sta accadendo per le aree una volta dedicate alla summenzionata teleferica e come è accaduto per la famosa Oasi di Baggero, ciò che in passato ha costituito una realtà industriale di rilievo e di interesse economico per la comunità, oggi diventa una risorsa ambientale per l’interesse sociale della comunità stessa”ha dichiarato Lucio Greco, Amministratore  Delegato di Holcim (Italia).

L’Oasi di Baggero e l’ex miniera di Valle Oscura costituiscono in particolare due importanti best practices di Biodiversità. Gli interventi di recupero di Baggero iniziati nel 1969, contemporaneamente all’estrazione della marna nella parte a Nord della concessione,sono una dimostrazione di quanto l’azienda sia stata pioniera nel suo approccio alla tutela e alla salvaguardia ambientale. Tramite la deviazione di un piccolo affluente del Lambro e con l’immissione di piante acquatiche e di forme animali semplici, si crearono dei laghetti che raggiunsero in poco tempo un ecosistema sempre più complesso non dissimile da quello degli altri laghi briantei.Un gioiello naturalistico che si può fregiare sin dal 1988, del premio “Nuova vita alle cave esaurite”  ricevuto a Bruxelles da parte di una giuria istituita dalla Unione Europea.

 

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Uno sguardo al Piano di gestione della Biodiversità in Provincia di Varese

Nel BAP (Biodiversity Action Plan) definito per il Polo estrattivo nei Comuni di Travedona Monate e Ternate sono definite una serie di azioni finalizzate a mantenere o potenziare la biodiversità dell’area e le attività di bio-monitoraggio necessarie per la valutazione dei risultati delle azioni intraprese e l’evoluzione dei valori di biodiversità del comparto. Le specie faunistiche rinvenute nel corso di studi e monitoraggi risultano essere comuni e adattabili ai cambiamenti ambientali. Le aree che sono state oggetto di attività estrattive e poi recuperate ai fini del ripristino ambientale hanno un effetto positivo sulla presenza della fauna selvatica dimostrandosi idonee a più specie (anfibi, rettili, libellule, mammiferi). In particolare la presenza dei Chirotteri è stata confermata per il terzo anno consecutivo.Ggli interventi di ripristino o di creazione di “pozze”come anche la realizzazione di muretti a secco,abbiano avuto un esito positivo sulla presenza di anfibi e rettili.

Per quanto riguarda la flora complessivamente nell’area è stato osservato un progressivo assestamento della vegetazione, con un turn over di specie piuttosto significativo.

Da sottolineare la gran quantità di miele prodotto nelle arnie installate, che ha consentito di omaggiare il prodotto ai dipendenti nel periodo di Natale.

 
 
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