Tutto attorno ai fanghi da depurazione.

7 Febbraio 2006
 

Merone (CO)


Al via il recupero dei fanghi da depurazione nell'Unità Produttiva di Merone.

Holcim (Italia) S.p.A. è consapevole del fatto che solo da un'i nformazione esauriente può scaturire la comprensione di alcune decisioni di business prese, peraltro, in ottica di sviluppo sostenibile. Per questo motivo, essendo giunta in prossimità dell'a vvio del recupero dei fanghi da depurazione presso l'Unità Produttiva di Merone, l'Azienda intende riprendere ed approfondire un discorso già avviato con la Comunità - anche attraverso la Stampa - fornendo un resoconto dettagliato su ciò che sta intorno a questa tematica.

Cosa sono i fanghi da depurazione?
I fanghi da depurazione sono il prodotto del trattamento delle acque reflue urbane ad opera dei depuratori.
Secondo il Catalogo Europeo Rifiuti (CER) aggiornato per decisione 2000/532/CE, i fanghi da depurazione sono classificati come rifiuti non pericolosi, cioè non contaminati da sostanze che possano renderli dannosi per l'uomo e per l'ambiente.
Possono essere smaltiti attraverso tre possibili canali:
• l'utilizzo in agricoltura, previo compostaggio;
• l'invio in discarica;
• il recupero energetico nei forni da clinker per cemento.

Perché il recupero energetico nei forni da clinker per cemento è un'alternativa valida?
L'operazione consiste nell'utilizzare i fanghi da depurazione come fonte di energia nel forno da clinker per cemento, in parziale sostituzione dei combustibili fossili non rinnovabili.
Ciò può avvenire previa verifica di corrispondenza a precisi requisiti tecnici. I fanghi da depurazione per essere oggetto di recupero energetico devono essere essiccati fino ad un massimo del 10% di acqua e come tali sono inodore.
I principali vantaggi del recupero energetico nei forni da clinker per cemento sono essenzialmente tre:
• Permette un risparmio nell'utilizzo di combustibili fossili e quindi consente la riduzione dei gas ad effetto serra;
• Evita l'accumulo di sostanze inquinanti nei terreni agricoli;
• In armonia con quanto auspicato dalle normative europee e nazionali in tema di gestione dei rifiuti, contribuisce al contenimento dei rifiuti da destinare in discarica.

Come è nata la decisione di Holcim (Italia) S.p.A. di utilizzare i fanghi da depurazione nella propria Unità Produttiva di Merone?
Come dichiarato in uno dei 4 pilastri della propria Politica Ambientale, Holcim (Italia) S.p.A. promuove l'eco-efficienza conducendo una politica di uso attento delle materie prime e di risparmio energetico, privilegiando le fonti rinnovabili. Questo risponde alla volontà di migliorare continuamente le proprie performance ambientali, generando sviluppo sostenibile e conciliando crescita economica con salvaguardia sociale ed ambientale, nel pieno rispetto delle norme vigenti.

La scelta di utilizzare i fanghi da depurazione in parziale sostituzione dei combustibili tradizionali si inserisce perfettamente in questo contesto in quanto i fanghi, essendo biomasse contribuiscono alla riduzione dei gas serra, generando un benefico contributo alla salvaguardia dell'ambiente.
Questa scelta ha quindi portato l'Azienda ad intraprendere un iter autorizzativo, di cui di seguito si rende noto:

• 28 settembre 2004: Holcim (Italia) S.p.A. presenta alla Regione Lombardia la richiesta di autorizzazione all'esercizio delle operazioni di recupero dei fanghi essiccati ai sensi del D. Lgs 5 febbraio 1997, n. 22 e successive modificazioni.
• 19 novembre 2004: Holcim (Italia) S.p.A. riceve l'a utorizzazione ambientale rilasciata dalla competente D.G. Territorio ed Urbanistica della Regione Lombardia.
• 23 novembre 2004: alla presenza di rappresentanti di Regione Lombardia, Provincia di Como, Comune di Merone, A.R.P.A. Lombardia - Dipartimento Como e Holcim (Italia) S.p.A. si tiene la conferenza di servizi per la valutazione della richiesta dell'A zienda relativa all'inserimento dei fanghi da depurazione in sostituzione di rifiuti pericolosi già autorizzati e utilizzati. La conferenza esprime parere favorevole e da' mandato alla struttura regionale di predisporre l'atto autorizzativo dopo puntuale verifica di eventuali osservazioni dell'U.O. Protezione Ambientale e I.P.P.C. in merito alle emissioni in atmosfera.
• D.d.g. del 14 aprile 2005 la Regione Lombardia ha approvato e autorizzato progetto di variante che consiste nel modificare, a parità di quantitativo totale già autorizzato in 34.000 t/anno, i quantitativi annui delle singole categorie di rifiuto da avviare all'operazione di recupero R1, introducendo la nuova categoria di rifiuti non pericolosi "fanghi prodotti dal trattamento delle acque" .
• 6 giugno 2005: BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia) N.23: il volume totale dei rifiuti utilizzabili e recuperabili come combustibili nei forni da cemento resta pari a 34.000 tonnellate ma, nello specifico, la variante richiesta consente di sostituire 13.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, costituiti da miscele oleose e da residui peciosi, con 13.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi (fanghi da depurazione).
• 20 gennaio 2006: per dar seguito agli adempimenti ed alle prescrizioni contenuti nel D.d.g. in oggetto, con particolare riferimento al D.P.R. 203/88, Holcim (Italia) S.p.A. ha portato a conoscenza di Regione Lombardia, Provincia di Como, Comune di Merone, Comune di Monguzzo, A.R.P.A. Lombardia - Dipartimento Como dell'avvenuta realizzazione dell'impianto di stoccaggio e movimentazione al forno e la relativa messa in esercizio previo test e verifica funzionale.
• 3 febbraio 2006: Holcim (Italia) S.p.A. sollecita la convocazione della Commissione Tecnica come previsto dalla "Intesa per il monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera della Cementeria di Merone" siglata nel 1999 tra la Regione Lombardia Settore Ambiente ed Energia, l'Amministrazione Provinciale di Como - Settore Ecologia, l'Amministrazione Comunale di Merone e la Cementeria di Merone (ora Holcim (Italia) S.p.A. - Unità Produttiva di Merone).

Da dove vengono i fanghi che verranno utilizzati a Merone?
Al fine di combinare risultati ambientali con il soddisfacimento di fabbisogni delle comunità locali, offrendo una soluzione ai problemi ambientali legati allo smaltimento dei rifiuti, in linea con i principi dello sviluppo eco-sostenibile, Holcim (Italia) S.p.A. ha avviato i primi contatti con l'Azienda Servizi Integrati Lambro S.p.A. (ASIL), che gestisce l'impianto di depurazione di Merone servendo 38 comuni del territorio e diverse attività produttive per un totale di circa 100.000 abitanti equivalente.
Dal momento che ASIL non è in grado di soddisfare tutti i quantitativi autorizzati ed avendo Holcim (Italia) S.p.A. la necessità di rendere a breve l'operazione sostenibile non solo dal punto di vista ambientale e sociale, ma anche dal punto di vista tecnico-economico, l'Azienda ha siglato un accordo con Degrémont Italia, filiale italiana di Degrémont, leader mondiale nella costruzione di impianti per il trattamento delle acque.

Degrémont viene fondata nel 1939 e nel 1997 viene acquisita dal Gruppo Suez Lyonnaise des Eaux. Ad oggi Degrémont ha realizzato più di 10.000 impianti nel mondo.
La sede italiana è attiva da 40 anni. Ad oggi serve più di 6 milioni di abitanti, avendo realizzato numerosi impianti per il trattamento delle acque, tra cui si citano:
• Milano Nosedo (di cui Degrémont ha anche in carico la gestione per 12,5 anni)
• Milano San Rocco (di cui Degrémont ha anche in carico la gestione per 9 anni)
• Peschiera Borromeo
• Sesto S. Giovanni
• Vimercate
• Como.

I primi quantitativi di fanghi da depurazione essiccati proverranno dal depuratore Milano San Rocco di Degrémont Italia.
Nuove partnership con consorzi locali, oltre ad ASIL, sono in fase di valutazione.

Holcim (Italia) S.p.A. richiede imprescindibilmente ai propri fornitori il rispetto dei requisiti tecnici definiti dall'Azienda in merito alle caratteristiche dei fanghi da depurazione (es. max quantitativo di acqua 10%) al fine di offrire un servizio rispettoso dell'ambiente, coniugando questo impegno con quello di offrire un servizio di pubblica utilità.

Che investimenti sono stati realizzati presso l'Unità Produttiva di Merone?
Per recuperare i fanghi da depurazione essiccati, Holcim (Italia) S.p.A. ha dovuto predisporre un silo di deposito (messa in riserva) di volumetria pari a 296 mc con relativo sistema di alimentazione e dosaggio al forno. Tale impianto è stato realizzato nel pieno rispetto delle indicazioni contenute nel progetto presentato alla Regione Lombardia.
Lo scarico dei fanghi da depurazione essiccati dal silo di deposito e l'alimentazione degli stessi al forno da cemento viene effettuato a circuito chiuso.
L'impianto verrà messo in esercizio nella seconda metà febbraio. La fase di test e di verifica funzionale dell'impianto, che partirà una volta che la Commissione Tecnica avrà definito i criteri di monitoraggio delle emissioni, potrà durare alcune settimane. Solo a seguito di ciò si procederà alla messa in esercizio dell'impianto.

Come ci si sta preparando presso l'Unità Produttiva di Merone?
Per quanto riguarda la gestione dei fanghi in cementeria, sono state definite procedure per la movimentazione e lo stoccaggio dei fanghi da depurazione essiccati, nonché per le soste operative dei mezzi che intervengono a qualsiasi titolo sul rifiuto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro già in essere.
La gestione dei fanghi da depurazione essiccati verrà effettuata da personale informato e formato sui possibili rischi legati al materiale e alla loro movimentazione e dotato di idonei dispositivi di sicurezza come da norme di legge in uso. Il giorno 31 gennaio 2006 tutta la prima linea di stabilimento, unitamente alla RSU di Merone, si è recata presso l'impianto di Milano San Rocco al fine di conoscere meglio nel dettaglio il processo di trattamento delle acque reflue.
Per quanto concerne invece le performance ambientali, posto che certamente il quadro delle emissioni rimarrà invariato o meglio potrebbe migliorare, il monitoraggio delle emissioni avverrà come sempre in continuo. A questo si aggiungerà, come prevista dall'I ntesa del 1999, l'attività di controllo della Commissione Tecnica, composta da tecnici rappresentanti l'Amministrazione Comunale di Merone, l'Amministrazione Provinciale di Como, l'Istituto Enea Centro Ricerche Energia e la Cementeria di Merone (ora Holcim (Italia) S.p.A. - Unità Produttiva di Merone), che dovrà analizzare i dati del monitoraggio e poi renderne pubblici i risultati per libera consultazione presso il Comune di Merone.