Combustione da rifiuti in cementeria: un modello di eco-efficienza.

27.02.2008
 

Ternate


Holcim (Italia) S.p.A. illustra gli obbiettivi che hanno determinato la realizzazione, presso l'Unità Produttiva Cemento di Ternate, di un impianto di dosaggio e trasporto di CDR (Combustibile da Rifiuti), descrivendone caratteristiche e benefici.

"Come dichiarato in uno dei 4 pilastri della propria Politica Ambientale, Holcim (Italia) S.p.A. promuove l'e co-efficienza attraverso una politica di uso attento delle materie prime e di risparmio energetico che privilegia le fonti rinnovabili allo scopo di migliorare continuamente le proprie performance ambientali. In tale contesto - afferma Domenico Salvadore, Amministratore Delegato di Holcim (Italia) S.p.A. - si colloca la realizzazione del nuovo impianto di dosaggio e trasporto al forno di CDR (Combustibile da Rifiuti) nell'Unità Produttiva Cemento di Ternate."

Il forno, cuore del processo produttivo del cemento, non è una semplice camera di combustione bensì un reattore di processo e, date le sue caratteristiche di altissime temperature di oltre 2.000°C e tempi di permanenza del gas di combustione di oltre 5 secondi, può essere alimentato in sicurezza sia con combustibili tradizionali sia con combustibili alternativi quali il CDR. Durante la fase di cottura, infatti, la sostanza organica viene completamente combusta e le ceneri vengono completamente incorporate nel clinker senza produzione di scorie.
I vantaggi consentiti dal recupero energetico nei forni da clinker per cemento di CDR, che deve avere specifiche caratteristiche chimico - fisiche come da prescrizioni autorizzative, sono quindi essenzialmente:

  • Risparmio nell'utilizzo di combustibili tradizionali di origine fossile, derivanti da fonti non rinnovabili e quindi contenimento dei consumi energetici: 18% di sostituzione termica corrispondente a 16.000 t di carbone;
  • Riduzione delle emissioni, in primis dei gas ad effetto serra: 26.000 t di CO2 non emesse;
  • Contenimento del costo sociale ed economico dei rifiuti da destinare negli impianti di smaltimento tradizionali, in armonia con quanto auspicato dalle normative europee e nazionali in tema di gestione dei rifiuti;
  • Limitazione del numero di impianti tradizionali per lo smaltimento dei rifiuti;
  • Totale e permanente eliminazione dei rifiuti.

L'impianto è costituito da un'area per il ricevimento e da un'a rea per lo stoccaggio e l'alimentazione al forno. Il capannone dell' impianto funziona "in depressione": 5 ventilatori estraggono i gas, li filtrano e li inviano al raffreddatore evitando così la fuoriuscita di odori. Tre portoni ad impacco rapido consentono lo scarico veloce del CDR nella fossa, mentre una benna sposta il materiale caricando le tramogge che successivamente, dopo la pesatura tramite una coclea pesatrice, indirizzano il materiale al bruciatore ed al precalcinatore.

Nella progettazione l'attenzione è stata rivolta anche agli aspetti legati all'automazione ed al rigoroso rispetto delle norme e degli aspetti legati alla Sicurezza e Salute nei Luoghi di Lavoro, corredando l'impianto con le più sofisticate tecnologie antincendio, quali un sistema a lame d'acqua per la protezione delle strutture ed uno a schiuma per lo spegnimento di eventuali incendi monitorati in continuo da analizzatori.

Particolare attenzione è stata posta al problema delle emissioni. Già in fase di avviamento dell'impianto, ci si è preoccupati che fossero rispettati i limiti sulle emissioni, le quali sono controllate e monitorate in continuo per quanto concerne polveri, anidride solforosa, ossidi di azoto,acido cloridrico, carbonio organico totale, monossido di carbonio e con campionamenti discontinui per quanto concerne diossine, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici.