Il recupero dei Pneumatici Fuori Uso attraverso il co-processing: la miglior scelta strategica per la sostenibilità ambientale ed economica.

5 Novembre 2020

Il co-processing nei cementifici risulta la scelta migliore in termini di sostenibilità economica e ambientale: ecco ciò che è emerso dal convegno di Ecopneus tenutosi ieri 4 Novembre in diretta streaming nella cornice di Ecomondo Digital Edition

 

Tra gli appuntamenti rilevanti di questa Digital Edition di Ecomondo ieri ha avuto luogo il convegno di Ecopneus dedicato al recupero energetico dei pneumatici fuori uso.Dalle testimonianze dei relatori è risultato evidente come la soluzione del co-processing che consente di utilizzare i PFU come combustibili alternativi garantendo sia recupero energetico che di materia sia vincente sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale con un enorme risparmio di CO2 e di risorse, che economica.

A questo proposito l’intervento di Marco Turri, Sales and Marketing manager di Geocycle (Italia), azienda pioniera nella valorizzazione dei rifiuti, appartenente al 100% ad Holcim (Italia). L’Ing. Turri ha presentato l’esempio virtuoso dello stabilimento Holcim di Ternate, uno dei più performanti di Italia in termini di risparmio di emissioni di CO2 grazie ad un tasso di sostituzione termica per il  recupero energetico molto alto e uno stabilimento all’avanguardia perchè in grado di recuperare tutti i componenti dei PFU. Mentre al momento infatti viene sfruttato l’elevato potere calorifico della gomma, superiore a quello del pet-coke, e vengono recuperati i materiali i residui della combustione, ceneri e acciaio, che vengono inglobate nel prodotto finito, a breve verrà utilizzata anche la frazione tessile, che è il terzo componente dei PFU. Le percentuali di impiego di fibra tessile sono molto alte in pneumatici per veicoli industriali e risulta quindi doveroso un recupero.

Ogni anno in Italia arrivano a fine vita circa 400.000 tonnellate di PFU-Pneumatici Fuori Uso; di queste, circa 200.000 tonnellate sono raccolte e riciclate ogni anno da Ecopneus, la società consortile senza scopo di lucro tra i principali operatori della gestione dei PFU in Italia nel mercato del ricambio. 

Il recupero energetico dei PFU viene prevalentemente effettuato nei cementifici e rappresenta una componente fondamentale per poter assicurare il 100% del ciclo virtuoso del recupero dei PFU, soprattutto a fronte di un mercato interno della gomma riciclata da PFU ancora non sufficientemente maturo per assorbire tutto il materiale disponibile.

L’impiego dei PFU per l’alimentazione dei cementifici in sostituzione di altri combustibili fossili si traduce infatti in una riduzione delle emissioni di CO2 di ciclo di vita e nel risparmio di materie prime vergini utilizzate nella produzione, in particolare ossidi di ferro grazie all’acciaio presente nei PFU: per ogni tonnellata utilizzata in sostituzione di coke di petrolio, si evitano l’emissione in atmosfera di 1 tonnellata di CO2eq e il consumo di 210 kg di materie prime vergini, minerali e fossili. ( equivalente di 106 Tour Eiffel)

L’opzione del recupero energetico è quindi una scelta ineludibile per consentire la sostenibilità ambientale ma anche economica dell’intero settore. Con trasparenza e nell’ottica di un dialogo aperto con i propri stakeholder, Ecopneus ha voluto portare a Ecomondo la propria visione sul ruolo strategico del recupero energetico dei PFU e Holcim e Geocycle l’hanno voluta sostenere illustrando la loro best practice e le dinamiche di tale processo virtuoso. Un processo virtuoso che consente di trasformare un rifiuto dall’alto potere inquinante e di riutilizzarlo in modo da  garantire, oltre ad una valorizzazione dello stesso, la totale assenza di scarti nell’ambiente.

 

 
 
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