Limpianto Cdr Di Ternate

 

Il progetto di questo impianto nasce dall'esigenza di aumentare l'u tilizzo nel forno di combustibili definiti alternativi in modo da ridurre l'uso di quelli tradizionali, derivanti da fonti non rinnovabili.

La prima fase del progetto, dopo la firma degli accordi, è consistita nello studio dell'ingegneria dell'impianto.
Nella progettazione ci si è preoccupati fortemente degli aspetti legati all'automazione, l'impianto è stato infatti pensato per funzionare in modo completamente automatizzato, senza necessità di personale dedicato, con particolare attenzione al rispetto delle norme di sicurezza e antincendio. Per questo è stato installato un sofisticato sistema a lame d'acqua per la protezione delle strutture ed uno a schiuma per lo spegnimento di eventuali incendi monitorato in continuo da analizzatori.

L'impianto, operativo da settembre 2007 nel pieno rispetto delle autorizzazioni in vigore e dei limiti sulle emissioni, è costituito da un'area per il ricevimento e da un'area per lo stoccaggio e l'alimentazione al forno.
L'impianto è sorto nella zona dei vecchi forni dell'unità produttiva di Ternate, consentendo il recupero di un'area dismessa dello stabilimento. Il capannone dell'impianto funziona "in depressione": 5 ventilatori estraggono i gas, li filtrano e li inviano al raffreddatore evitando così la fuoriuscita di odori. Tre portoni ad impacco rapido consentono lo scarico veloce del CDR nella fossa, mentre una benna sposta il materiale caricando le tramogge che successivamente, dopo la pesatura tramite una coclea pesatrice, indirizzano il materiale al bruciatore ed al precalcinatore.

L'autorizzazione concessa all'Unità Produttiva di Ternate consente un utilizzo di 30.000 tonnellate di CDR l'anno, che equivalgono ad un possibile impiego massimo di 2 tonnellate/ora inviate al bruciatore principale più altre 2 inviate al precalcinatore.

Nella progettazione l'attenzione è stata rivolta anche agli aspetti legati all'automazione ed al rigoroso rispetto delle norme e degli aspetti legati alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, corredando l'impianto con le più sofisticate tecnologie antincendio, quali un sistema a lame d'acqua per la protezione delle strutture ed uno a schiuma per lo spegnimento di eventuali incendi monitorati in continuo da analizzatori.

Particolare attenzione è stata posta al problema delle emissioni.
Già in fase di avviamento dell'impianto, ci si è preoccupati che fossero rispettati i limiti sulle emissioni, le quali sono controllate e monitorate in continuo per quanto concerne polveri, anidride solforosa, ossidi di azoto, acido cloridrico, carbonio organico totale, monossido di carbonio e con campionamenti discontinui per quanto concerne diossine, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici.