Cambiamento climatico e energia

 
 
 
 

Le emissioni in atmosfera dell’attività di produzione del cemento derivano dal processo di combustione per la produzione di clinker (prevalentemente anidride carbonica (CO2), vapore acqueo e ossidi di azoto (NOX) e dagli impianti di macinazione, stoccaggio e movimentazione di materie prime e cementi (polveri).

 

Gli impianti di produzione cemento con linea di cottura (forno) e con utilizzo di combustibili alternativi devono essere conformi alle direttive previste per gli stati della Comunità europea, ovvero alla Direttiva Comunitaria 96/61/Ce, detta “direttiva IPPC” (Prevenzione e Riduzione Integrate dell’Inquinamento), che stabilisce i requisiti generali impiantistici e gestionali sulla base dei quali viene autorizzato l’esercizio delle cementerie e la Direttiva Comunitaria 2000/76/Ce che fissa ulteriori requisiti da applicarsi nel caso vengano utilizzati combustibili alternativi. L’applicazione congiunta delle due Direttive si concretizza in un atto autorizzativo unico chiamato Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

 

Il controllo delle emissioni in atmosfera si attua sia a livello preventivo sia a livello operativo. A livello preventivo ciò significa individuare i potenziali fornitori, definire le caratteristiche minime delle materie prime e dei combustibili che entrano in stabilimento, effettuare analisi di laboratorio pre e post-utilizzo sia internamente sia esternamente per verificare la corrispondenza dei materiali e dei combustibili alle caratteristiche da noi richieste, progettare gli impianti ricorrendo alle più opportune tecniche di riduzione delle emissioni e di conduzione dei processi produttivi. A livello operativo, lo strumento fondamentale per il controllo delle emissioni ‘in tempo reale’ è invece il sistema di monitoraggio in continuo, attivo per i camini dei forni di cottura delle unità produttive cemento.

 

Sono monitorati in continuo polveri, ossidi di azoto (NOX), anidride solforosa (SO2), acido cloridrico (HCl), carbonio organico totale (COT), monossido di carbonio (CO), ammoniaca, vapore acqueo.

 

Holcim aveva fissato come target globale per il 2012 la riduzione delle emissioni di NOx, SO2 e polveri del 20% rispetto al 2004. Avendo superato il target, ora l’obiettivo è quello del mantenimento.

 

Negli ultimi anni, il problema del surriscaldamento del pianeta è diventato uno degli argomenti più importanti della politica ambientale e conseguentemente energetica dei Paesi industrializzati. Come noto le emissioni di anidride carbonica sono legate ai processi di combustione e per questo il loro incremento è andato via via crescendo di pari passo con lo sviluppo economico del pianeta: maggior traffico veicolare, maggiori attività produttive, maggior ricorso al riscaldamento/condizionamento domestico.

 

Nel caso del cemento, la maggior parte delle emissioni (60% circa) derivano dalla perdita di anidride carbonica dai materiali utilizzati (processo di decarbonatazione) secondo la reazione chimica di dissociazione CaCO3 => CaO + CO2. L’anidride carbonica infatti è naturalmente presente nei materiali carbonatici, alcuni dei quali come il calcare e le marne sono alla base del processo di produzione di clinker per cemento. Il rilascio in atmosfera di tale anidride carbonica è legato alla chimica della reazione e non può essere ridotto se non cercando di minimizzare l’utilizzo delle materie prime stesse.

 

Holcim contribuisce attivamente allo sviluppo delle politiche e dei meccanismi a livello internazionale e si impegna nello sviluppo e nella diffusione di conoscenza su temi emergenti legati al cambiamento climatico e all’energia. In particolare, l’istituzione a partire dal mese di gennaio 2005 del sistema per lo scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra sul mercato delle emissioni, che a nostro avviso consente il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, in particolare ambientali, in modo efficiente.

La strategia di Holcim per ridurre le emissioni di anidride carbonica si basa su tre azioni:

 

1.  sviluppo di nuovi prodotti es. con riduzione del contenuto di clinker nei cementi con ricorso a componenti minerali. In tal modo si abbatte la CO2 da decarbonatazione (che pesa per il 60% ma i cui margini di riduzione sono contenuti essendo stati conseguiti notevoli risultati in passato);

 

2.  sostituzione di combustibili tradizionali di natura fossile e quindi non rinnovabile con combustibili alternativi prevalentemente a base di biomassa derivati da rifiuti e da residui di altre industrie e quindi incidendo sulla CO2 da combustione (che pesa per il 40%). Le pratiche di utilizzo dei rifiuti come combustibili alternativi rispecchiano le Politiche Europee di gestione dei rifiuti secondo le quali si privilegia la riduzione dei rifiuti all’origine, seguita dal riutilizzo e riciclo, dalla valorizzazione energetica e in ultimo dall’incenerimento. Da un punto di vista di bilancio ambientale globale, l’utilizzo di rifiuti come combustibili nei forni da cemento consente di perseguire i seguenti obiettivi:

•         risparmio di risorse di origine fossile non rinnovabile;

•         beneficio globale positivo sulle emissioni di gas serra;

•         a fronte dell’eliminazione della corrispondente emissione da inceneritore o discarica, il mantenimento della costanza qualitativa e quantitativa delle emissioni. Le emissioni dai forni da clinker risultano largamente indipendenti dal tipo di combustibile utilizzato ma dipendono piuttosto,in modo predominante, dalle materie prime e dal processo. Non sussiste alcuna modifica significativa delle emissioni nel caso di parziale sostituzione dei combustibili convenzionali e fossili con combustibili alternativi derivati dai rifiuti;

•        assenza di ceneri o residui di combustione da smaltire, poiché inglobate nel prodotto finito, senza pregiudizio per le caratteristiche qualitative del cemento;

 

3.  maggiore efficienza dei processi produttivi: il consumo di energia elettrica riguarda tutte le nostre attività. Vengono periodicamente intraprese azioni per ridurre i consumi di energia indiretta e per migliorare l’efficienza energetica nel cemento. La quota di energia proveniente da fonti rinnovabili è importante. Holcim ha definito come target globale quello della riduzione delle emissioni specifiche di CO2 del 25% entro il 2015 e del 30% entro il 2020, prendendo come base l’anno 1990. Rispetto ai valori del 2013 nel 2030 non dovranno esserci aumenti netti delle emissioni.