Presentate ad Ecomondo le Linee Guida per la gestione

13 Novembre 2012
 

Oasi di Baggero e Valle Oscura: esempi di casi virtuosi all’interno delle Linee Guida di AITEC e Legambiente.

A Ecomondo Aitec, l’Associazione storica di Confindustria rappresentativa dei produttori di cemento, e Legambiente hanno presentato ieri le Linee Guida per progettazione, gestione e recupero delle aree estrattive, primo risultato della loro collaborazione e del loro progetto comune orientato a diffondere i principi di gestione sostenibile dell’approvvigionamento di materie prime e gli obiettivi di tutela ambientale. Raffaella Mastrella, Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche del MISE esprime forte apprezzamento per la strada tracciata con queste linee guida che lasciano intravedere un nuovo approccio che merita di essere valorizzato.

L’Oasi di Baggero a Merone (CO) e la Cava di Valle Oscura a Galbiate (LC) compaiono come esempio dei principi proposti dalle linee Guida, come casi virtuosi di cave e miniere.

All’interno del documento si legge: “Il metodo di coltivazione dall’alto verso il basso con fronti di 4-5 metri di Valle Oscura è un esempio di come sia possibile minimizzare l’impatto visivo della coltivazione. Il progetto di recupero ha l’obiettivo di creare un nuovo ambiente con caratteristiche simili a quelle delle aree circostanti non interessate dall’attività estrattiva attraverso un rimodellamento naturaliforme dell’area ed il potenziamento dei valori di biodiversità presenti nell’area del Parco Naturale implementando un BAP (Biodiversity Action Plan)”.  E ancora “L’Oasi di Baggero offre un esempio di creazione di un nuovo ambiente con caratteristiche simili a quelle del paesaggio circostante attraverso un recupero naturalistico con creazione di un parco naturale.

Molti ex siti per l’estrazione di materie prime cemento, sottoposti a recupero ambientale, hanno infatti riacquistato valore e ora contribuiscono alla conservazione della biodiversità locale.

Così  il territorio può essere doppiamente valorizzato, in  termini economici e produttivi e in termini ecologici e naturalistici. “Non è fermando le cave in Italia – dichiara il Vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini - magari delocalizzando le attività, che si darà risposta ai problemi. Le attività estrattive sono un tema importante per guardare al futuro del nostro Paese e l’impostazione che proponiamo con AITEC guarda da subito a come quell’area tornerà alla comunità. Perché sarà inevitabilmente diversa ma non degradata, anzi valorizzata da un punto di vista delle potenzialità ecologiche”.

A conferma dell’impegno continuo di Holcim (Italia) in questo percorso l’intervento di Marcelino Linares, Responsabile pianificazione e progetti materie prime di Holcim (Italia) S.p.A.: “Tra gli obiettivi delle Linee Guida, quello di coinvolgere gli stakeholder nel processo produttivo e privilegiare i comportamenti virtuosi, per dare continuità alle aziende che operano nella

legalità, accrescendone la competitività, oltre a rafforzare il valore strategico dell’attività estrattiva e la cultura della sostenibilità”.

Le Linee Guida esplicitano chiari principi da seguire e le misure da adottare, nelle fasi di progettazione, gestione e recupero, per la riduzione degli impatti su:

  • atmosfera. Per limitare l’emissione di polveri, si orientano i fronti di scavo in funzione della direzione dei venti, si bagnano piste e piazzali percorsi dai mezzi da cava, si sospendono le operazioni nei giorni troppo ventosi, ecc.;
  • ambiente idrico. Per tutelare le acque si realizzano apposite canalette, si controllano gli scarichi di acque su corsi d’acqua superficiali, si effettua periodica manutenzione dei mezzi in aree attrezzate per evitare sversamenti di sostanze inquinanti, ecc.;
  • suolo e sottosuolo. Progettando lo scavo in modo che la modificazione della morfologia risulti compatibile con l’assetto dei luoghi, conservando il suolo asportato in fase di scopertura per le opere di recupero ambientale, ecc.;
  • rumore e vibrazioni. Utilizzando macchinari nuovi che producano emissioni ridotte e pannelli fonoassorbenti per gli impianti, ecc.;
  • paesaggio e intervisibilità. Privilegiando la coltivazione dall’alto verso il basso con cantieri “schermati”, prevedendo soluzioni per minimizzare l’impatto morfologico degli scavi, ecc.;
  • flora e fauna. Valutando l’alterazione dell’habitat, l’eventuale riduzione del patrimonio forestale, la modifica degli elementi che costituiscono l’ecosistema.

 

Siamo consapevoli di come l’attività estrattiva causi inevitabilmente un cambiamento dello stato dei luoghi – ha affermato Giuseppe Schlitzer Consigliere Delegato di AITEC - generando impatti sull’ambiente. Vogliamo mettere in campo tutte le azioni che possano non solo mitigare gli impatti, ma rendere possibile un recupero ambientale tale da creare nuovo valore naturalistico, apportare benefici alla biodiversità e agli ecosistemi, offrire nuovi spazi fruibili alla collettività”.