Ottantesimo anniversario della fondazione dell'Unità Produttiva di Merone.

 

Merone


Holcim (Italia) raggiunge un traguardo importante e lo celebra presentando il volume "Holcim (Italia) 1928<2008: un patrimonio in costruzione" ed inaugurando la mostra fotografica, entrambi concepiti per condividere questo importante momento con i propri stakeholder.

Era il 1928 quando, a Merone, veniva avviata la produzione di cemento.
Oggi, dopo ottant'anni, l'Unità Produttiva Cemento di Merone prosegue la sua attività produttiva essendo divenuta, negli anni, con progressive acquisizioni, il nucleo di un'Azienda che ha sviluppato un ruolo di sempre maggior rilevanza nei settori cemento, aggregati e calcestruzzo.

Compiere ottant'anni è un traguardo importante per un'i mpresa e, come tale, va celebrato e condiviso. Per prepararsi a questo momento Holcim (Italia) ha pertanto avviato, nello scorso mese di Luglio, un percorso di studi storico-territoriali affidati all'Arch. Chiara Rostagno, docente incaricato di "caratteri costruttivi dell'edilizia storica" presso il Politecnico di Milano ed esperta di storia dell'architettura del Novecento, con particolare riguardo all'architettura industriale e del paesaggio.

Da un punto di vista operativo, si è trattato di intraprendere un grande lavoro di ricerca e di consultazione presso numerosi archivi. Tale ricerca ha lasciato emergere, attraverso testimonianze fotografiche e documentali preziose e talvolta anche inedite, una storia in continua evoluzione, con diversi aspetti di eccellenza.
Ciò che è emerso infatti consiste in un ricco patrimonio che, negli anni, ha contraddistinto il modo di essere e di operare dell'A zienda. Un patrimonio da cui affiorano le radici delle dimensioni locali della sostenibilità e che, oggi come allora, risulta in perfetta consonanza con i valori di Holcim: forza, azione e passione. Ancora, un patrimonio che ha lasciato segni tangibili nei luoghi che hanno ospitato la storia di un mestiere, quello relativo alla produzione di cemento e dei materiali da costruzione. Un mestiere fatto di persone, di capacità imprenditoriale, di determinazione, di fatica, di innovazione scientifica, tecnologica, infrastrutturale, di cultura, di risorse chieste e restituite e di modi diversi di essere un'i mpresa: da realtà familiare a multinazionale.
Insistito, inesorabile e incalzante, il confronto con tale patrimonio costituisce per l'Azienda uno sprone ineludibile per identificare i principi che presiedono al proprio divenire e, al medesimo tempo, un paradigma identitario imprescindibile che viene vivificato quotidianamente poiché manifesta, sin dalle origini, la volontà di costruire solide fondamenta (economiche, ambientali e sociali) per la società del futuro.

Esito quindi del percorso di studio storico-territoriali è il volume "Holcim (Italia) 1928<2008: un patrimonio in costruzione"< /strong>, stampato su carta FSC in 5000 copie.
Il volume, anche grazie ad una selezione iconografica corredata da immagini e progetti d'epoca, ripercorre gli ottant'a nni della storia dell'Azienda riletti in chiave di sviluppo sostenibile e descritti lungo gli ambiti ad esso connessi. Oltre ai testi introduttivi sui valori di Holcim e sullo sviluppo sostenibile ed alla premessa alla lettura, ogni ambito della sostenibilità accoglie tre capitoli che, con la metafora dell'a rchitettura, si prestano a raccontare i tratti più salienti del patrimonio di Holcim (Italia) mettendo in evidenza le peculiarità del rapporto, storicamente determinatosi, con le comunità locali, anche al di là della singola Unità Produttiva di Merone.

L'ambito della
"Responsabilità Economica" si apre con la descrizione, attraverso carteggi manoscritti, studi di macchinari e rapporti sulla geografia dei suoli, delle motivazioni che hanno presieduto alla scelta dell'ubicazione e del lay-out dello stabilimento - allora sinonimo di avanguardia - ai tempi della fondazione. Prosegue descrivendo gli investimenti realizzati nel dopoguerra con la volontà di perseguire una nuova efficienza produttiva e si conclude descrivendo i processi di espansione del Gruppo nei settori cemento, aggregati e calcestruzzo, culminando nel 2002 con cambio del brand da Merone a Holcim.

L'ambito della "Responsabilità Ambientale" si apre affrontando il tema della costruzione di paesaggi contemporanei e, in questo contesto, i siti estrattivi fanno da cornice alla descrizione di una serie di episodi innovativi per l'epoca quali la costruzione della teleferica con l'apporto della società Badoni, espressione dell'eccellenza lecchese nel campo delle scienze delle costruzioni, e quella tra il 1958 e il 1960 dell'edificio preposto ad ospitare a Cesana Brianza il frantoio giratorio più grande del mondo. A seguire, un secondo capitolo, dà conto degli studi ed i progetti realizzati dall'Azienda, a partire dagli anni cinquanta, sui temi della tutela dell'ambiente e della riqualificazione ambientale, ripercorrendone le varie evoluzioni. Infine, vengono illustrate alcune delle soluzioni individuate e degli interventi tecnici adottati per contenere gli impatti ambientali fino all'assunzione, tra il 1989 e 1991 di una condotta sempre più orientata alla tutela dell'ambiente e allo sviluppo di una vera e propria cultura ambientale applicata sia nei siti di produzione sia in quelli estrattivi.

L'ambito della "Responsabilità Sociale" si apre con la descrizione di varie iniziative intraprese durante il rinnovamento post-bellico che si iscrivono appieno in un orizzonte di cultura olivettiano. Tra queste la costruzione di una serie di edifici per " umanizzare l'architettura industriale" fornendo "le provvidenze sociali, igieniche per i lavoratori" sia presso lo stabilimento sia presso i siti estrattivi. A seguire, si descrivono varie " iniziative assistenziali" a favore delle maestranze" quali la costruzione tra il 1946 e il 1964 del villaggio attiguo allo stabilimento di Merone, delle unità abitative presso i siti estrattivi, del lido aziendale, della scuola per l'infanzia e di un centro sportivo e ricreativo. Infine un terzo capitolo sulla contemporaneità illustra le nuove e più recenti iniziative di responsabilità sociale quali, per esempio, il rapporto con le università, gli Open Day ed i Community Day che corrispondono a un avvenuto cambiamento negli stili di vita, al mutamento della nozione di comunità, ad una significativa evoluzione dei bisogni sociali ed a un accresciuta complessità del ruolo e degli equilibri che determinano il rapporto tra impresa e relativi stakeholder.

Il volume si chiude con un appendice ove l'architettura diviene lo strumento per lo svolgimento di un percorso che esce dai luoghi di produzione e incontra il territori per trovare le distinte declinazioni con cui da materiale da costruzione il cemento diventa materia dell'invenzione, sostegno di un progetto condiviso: ponti, strade, casi, ospedali, chiese, teatri, biblioteche. Tale appendice offre un affresco che rende tangibili gli esiti di un mestiere fatto di tradizione ed innovazione.

Sempre oggi viene inaugurata la mostra fotografica che, coerentemente al volume, ripercorre gli ottant'anni dell'Azienda lungo le responsabilità connesse allo sviluppo sostenibile. La mostra presenta circa 200 soggetti fotografici e documentali e sarà accessibile a tutti gli interessati durante l'Open Day dell'Unità Produttiva di Merone che si terrà Domenica 18 Maggio dalle ore 10.30 alle ore 18.30.

"Celebrare questo traguardo ci ha letteralmente riempito di orgoglio - dichiara Domenico Salvadore Amministratore Delegato di Holcim (Italia) S.p.A. - quello stesso orgoglio che spesso trapela negli aneddoti di fabbrica che tante volte abbiamo ascoltato dai nostri nonni o dai vicini di casa. Questo orgoglio ha aggiunto smalto ai nostri valori e ispirerà ancor più le nostre giornate lavorative poiché ci ha reso ancor più consapevoli del ruolo che come singoli abbiamo nei confronti dell'Azienda e che come Azienda abbiamo nei confronti del territorio che ospita le nostre unità produttive".