Inserimento nuovo ambito estrattivo:Holcim chiarisce alcuni aspetti

22.12.2011
 

Come Holcim (Italia) S.p.A. abbiamo inoltrato una richiesta per l’inserimento di un nuovo ambito estrattivo di calcare nel Comune di Civate e a questo proposito a seguito della conferenza stampa riteniamo opportuno sottolineare alcuni aspetti

Il nostro approccio non è per nulla ricattatorio: non si tratta né di un ricatto occupazionale né tanto meno di un ricatto ambientale” - afferma il Dott. Domenico Salvadore, Amministratore Delegato di Holcim (Italia) S.p.A. “E’ stato invece illustrato un approccio alla nuova cava che è sostenibile dal punto di vista economico (mantenimento e generazione di occupazione e di indotto), ambientale (progettazione guidata dagli obiettivi del recupero finale del sito, minimizzazione dell’impatto paesaggistico e degli impatti ambientali, recupero ambientale in parallelo all’attività estrattiva, logistica/mobilità sostenibile con fornello-nastro e recupero della teleferica senza utilizzo di camion) e sociale (analisi e valutazione delle osservazioni degli stakeholder per fornire risposte già nella fase di progettazione, fruibilità del sito nei week end durante il periodo di escavazione e al termine dell’attività estrattiva, investimenti sul territorio e sulla comunità). Ci è stato chiesto cosa accadrebbe senza questo progetto e la risposta chiara e onesta è stata che le alternative sono quelle di ridimensionare pesantemente l’attività (non chiusura né inceneritore)con impatti occupazionali ma ciò non significa fare ricatti. Così come non è un ricatto, anche perché abbastanza palese, la spiegazione dell’impatto ambientale generato dal trasporto di materiale per lunghe distanze. E’ risaputo quanto sia problematico il traffico in termini di emissioni di CO2 .

“L’alternativa di Brescia non è realistica perché senza materie prime locali di buona qualità non si può andare lontano”, afferma Marcelino Linares, Responsabile Pianificazione Mineraria. Proprio per provare a risolvere parzialmente la questione e per trasportare a Merone le materie prime e i componenti minerali come la pozzolana da zone lontane con minori impatti ambientali, nel 2006 Holcim (Italia) ha riattivato nella propria unità produttiva il raccordo ferroviario per il trasporto di materie prime, componenti minerali e combustibili. Questa soluzione minimizza l’impatto ambientale ma è antieconomica e presenta alcuni problemi operativi. Il Gruppo Holcim da anni in altri Paesi dove le reti lo consentono, come in Svizzera, ha potenziato il trasporto via treno sia per le materie prime sia per il cemento.

“E’ bene anche ricordare che chi dice che l’attività estrattiva significa mine, ruspe, polvere e devastazione del territorio non afferma il vero, fa terrorismo psicologico e danneggia l’intero settore. Ormai la coltivazione avviene in modo diverso dal passato, basti vedere la cava di Valle Oscura a Galbiate. Come detto più volte, prosegue Linares, la Miniera di Alpetto in località Cesana Brianza e Suello (LC), che tutti prendono come cattivo esempio di attività estrattiva del nostro gruppo e che rappresenta quindi “un brutto biglietto da visita, uno scempio ambientale”, deve essere interpretata in chiave temporale, e quindi pensando a vecchi metodi di coltivazione e altre gestioni prevalentemente non Holcim e tenendo presente che nella parte visibile a tutti si è verificata una frana nel 1996”.

“Il progetto di una nuova cava sul monte Cornizzolo, secondo questo nuovo approccio, non sarebbe in antitesi con la tutela e la valorizzazione dello stesso, delle sue bellezze naturali, della Basilica S. Pietro al Monte e dell’Ecomuseo, anzi le due cose potrebbero coesistere con eventualmente investimenti a supporto dello sviluppo dell’area per la popolazione e per il territorio”, sottolinea Manuela Macchi, Responsabile Corporate Social Responsibility e Comunicazione. Come già detto, quello che chiediamo come Holcim (Italia) è di “avere un dialogo con tutti gli stakeholder coinvolti. Non certo per separare il fronte del no, bensì per condividere l’approccio e trovare insieme soluzioni migliorative per tutte le parti in causa e per il territorio. Non vogliamo un no a priori come sta avvenendo. Chiediamo di prendere posizione solo dopo aver discusso con noi il nuovo approccio che oggi, con nuovi metodi e nuove tecnologie, può realmente coniugare la tutela del territorio con l’attività estrattiva.

 

Approfondimenti

Realtà economica del territorio: occupazione, indotto e prodotti per il territorio

Holcim (Italia) S.p.A. è una presenza importante nel Nord Ovest d’Italia, in particolare in Lombardia, con 593 dipendenti a fine 2010.

Lo stabilimento di Merone, fondato nel 1928, è la principale unità produttiva cemento con una produzione annua di circa 1,6 milioni di tonnellate. Il cemento prodotto da questo stabilimento viene venduto e utilizzato principalmente nei mercati limitrofi in Lombardia. Nello specifico, 200.000 tonnellate l’anno vengono distribuite nei comuni delle province di Lecco e di Como. La sede di Merone, ospitante oltre allo stabilimento anche gli uffici delle funzioni centrali, accoglie il 44% dei dipendenti che, nel 71% dei casi, risiedono sempre nelle due province sopra citate. L’indotto della sola sede di Merone è di circa 50 milioni di euro con un numero significativo di imprese locali, oltre 190 a fine 2010, e che nella maggior parte dei casi operano nel comasco e nel lecchese.

Fabbisogno oggettivo della materia prima

Lo stabilimento di Merone per produrre cemento necessita di marna e di calcare. Il calcare al momento proviene dalla Cava di Valle Oscura in località Galbiate (LC) e da terzi nelle province di Lecco, Bergamo e Brescia. Dal momento che le riserve esistenti nella suddetta cava soddisfano solo il 20% del fabbisogno calcareo dello stabilimento e solo sino al 2016, come Holcim (Italia) S.p.A. abbiamo proposto  l’inserimento di un nuovo ambito estrattivo nel Comune di Civate in Provincia di Lecco per un totale di 20 milioni di tonnellate di calcare in 20 anni.

Princìpi guida del progetto

  1. Analisi e valutazione delle osservazioni degli stakeholder (portatori di interessi) per fornire risposte già nella fase di progettazione;
  2. Progettazione guidata dagli obiettivi del recupero finale del sito;
  3. Minimizzazione dell’impatto paesaggistico attraverso la riprofilatura morfologica naturaliforme della montagna;
  4. Ripristino ambientale sia in parallelo all’attività estrattiva sia finale;
  5. Logistica/mobilità sostenibile con fornello-nastro e recupero della teleferica senza utilizzo di camion;
  6. Fruibilità del sito nei week end durante il periodo di escavazione e al termine dell’attività estrattiva;
  7. Minimizzazione degli impatti ambientali: atmosfera, ambiente idrico, biodiversità, rumore e vibrazioni, salute pubblica, patrimonio culturale, ecc.;
  8. Investimenti sul territorio e sulla comunità.